Rai Storia Programmi Tv di Oggi 19/07/26



RaiNews

Aggiungi al Calendario 2026-07-19 0:20:00 2026-07-19 00:25:00 Europe/Rome RaiNews RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 0:25:00 2026-07-19 00:45:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Passato e Presente

È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 0:45:00 2026-07-19 01:20:00 Europe/Rome Passato e Presente È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Qualcosa di grande

Giovanni, che a Roma viveva sulle scale di una chiesa dietro a Piazza Navona, era a pochi passi dalla morte fino a quando non ha incontrato lo sguardo di chi ha cominciato a prendersi cura di lui. Restituendogli innanzitutto la dignità e la salute. Giovanni, che a Roma viveva sulle scale di una chiesa dietro a Piazza Navona, era a pochi passi dalla morte fino a quando non ha incontrato lo sguardo di chi ha cominciato a prendersi cura di lui. Restituendogli innanzitutto la dignità e la salute. Viviana Di Russo, Riccardo Di Russo.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 1:20:00 2026-07-19 02:15:00 Europe/Rome Qualcosa di grande Giovanni, che a Roma viveva sulle scale di una chiesa dietro a Piazza Navona, era a pochi passi dalla morte fino a quando non ha incontrato lo sguardo di chi ha cominciato a prendersi cura di lui. Restituendogli innanzitutto la dignità e la salute. Giovanni, che a Roma viveva sulle scale di una chiesa dietro a Piazza Navona, era a pochi passi dalla morte fino a quando non ha incontrato lo sguardo di chi ha cominciato a prendersi cura di lui. Restituendogli innanzitutto la dignità e la salute. Viviana Di Russo, Riccardo Di Russo. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Odissea

Ulisse giunge sull'isola dei Feaci e, sulla spiaggia, è soccorso da Nausicaa, figlia del re Alcinoo. Condotto alla reggia, Ulisse racconta ai sovrani dei sette anni trascorsi sull'isola della ninfa Calipso. Ulisse giunge sull'isola dei Feaci e, sulla spiaggia, è soccorso da Nausicaa, figlia del re Alcinoo. Condotto alla reggia, Ulisse racconta ai sovrani dei sette anni trascorsi sull'isola della ninfa Calipso. Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava Bekim Fehmiu Irene Papas Renaud Verley Roy Purcell.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 2:15:00 2026-07-19 03:05:00 Europe/Rome Odissea Ulisse giunge sull'isola dei Feaci e, sulla spiaggia, è soccorso da Nausicaa, figlia del re Alcinoo. Condotto alla reggia, Ulisse racconta ai sovrani dei sette anni trascorsi sull'isola della ninfa Calipso. Ulisse giunge sull'isola dei Feaci e, sulla spiaggia, è soccorso da Nausicaa, figlia del re Alcinoo. Condotto alla reggia, Ulisse racconta ai sovrani dei sette anni trascorsi sull'isola della ninfa Calipso. Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava Bekim Fehmiu Irene Papas Renaud Verley Roy Purcell. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Un caso di coscienza (1973)

La guerra senza onore cui si riferisce il titolo è quella in cui si ricorre alla tortura e alla strage: questo tema drammaticamente attuale viene raccontato attraverso le interviste di Biagi Ernest L. Medina, che aveva combattuto da capitano in Vietnam; il generale Massu, comandante durante la battaglia di Algeri; Henry Alleg, giornalista torturato dall'esercito francese; l'etnologa Germaine Tillon, che si batteva per la creazione di una commissione che documentasse le violenze in Nord Africa; il Professor Pierre Vidal Naquet, autore di un libro sulla tortura; il leader comunista brasiliano Apolonio De Carvalho. La guerra senza onore cui si riferisce il titolo è quella in cui si ricorre alla tortura e alla strage: questo tema drammaticamente attuale viene raccontato attraverso le interviste di Biagi Ernest L. Medina, che aveva combattuto da capitano in Vietnam; il generale Massu, comandante durante la battaglia di Algeri; Henry Alleg, giornalista torturato dall'esercito francese; l'etnologa Germaine Tillon, che si batteva per la creazione di una commissione che documentasse le violenze in Nord Africa; il Professor Pierre Vidal Naquet, autore di un libro sulla tortura; il leader comunista brasiliano Apolonio De Carvalho.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 3:05:00 2026-07-19 03:50:00 Europe/Rome Un caso di coscienza (1973) La guerra senza onore cui si riferisce il titolo è quella in cui si ricorre alla tortura e alla strage: questo tema drammaticamente attuale viene raccontato attraverso le interviste di Biagi Ernest L. Medina, che aveva combattuto da capitano in Vietnam; il generale Massu, comandante durante la battaglia di Algeri; Henry Alleg, giornalista torturato dall'esercito francese; l'etnologa Germaine Tillon, che si batteva per la creazione di una commissione che documentasse le violenze in Nord Africa; il Professor Pierre Vidal Naquet, autore di un libro sulla tortura; il leader comunista brasiliano Apolonio De Carvalho. La guerra senza onore cui si riferisce il titolo è quella in cui si ricorre alla tortura e alla strage: questo tema drammaticamente attuale viene raccontato attraverso le interviste di Biagi Ernest L. Medina, che aveva combattuto da capitano in Vietnam; il generale Massu, comandante durante la battaglia di Algeri; Henry Alleg, giornalista torturato dall'esercito francese; l'etnologa Germaine Tillon, che si batteva per la creazione di una commissione che documentasse le violenze in Nord Africa; il Professor Pierre Vidal Naquet, autore di un libro sulla tortura; il leader comunista brasiliano Apolonio De Carvalho. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





W la Storia

I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici. I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 3:50:00 2026-07-19 04:20:00 Europe/Rome W la Storia I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici. I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Come Eravamo - Giovani

Come eravamo giovani p.5.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 4:20:00 2026-07-19 04:30:00 Europe/Rome Come Eravamo - Giovani Come eravamo giovani p.5. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Rai54

Un'inchiesta di Ugo Zatterin sui gusti del pubblico televisivo, di ogni livello sociale e provenienza geografica. Una preziosa trasmissione che fa il punto sulle mutazioni sociali prodotte dal primo decennio di servizio pubblico televisivo, nell'anno del raggiungimento del quinto milionesimo abbonamento alla TV. Trasmessa la sera del 3 gennaio 1964, si accenna anche a Telescuola e a Non è mai troppo tardi, la trasmissione che ha già alfabetizzato migliaia di cittadini italiani in tre anni di attività.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 4:30:00 2026-07-19 05:40:00 Europe/Rome Rai54 Un'inchiesta di Ugo Zatterin sui gusti del pubblico televisivo, di ogni livello sociale e provenienza geografica. Una preziosa trasmissione che fa il punto sulle mutazioni sociali prodotte dal primo decennio di servizio pubblico televisivo, nell'anno del raggiungimento del quinto milionesimo abbonamento alla TV. Trasmessa la sera del 3 gennaio 1964, si accenna anche a Telescuola e a Non è mai troppo tardi, la trasmissione che ha già alfabetizzato migliaia di cittadini italiani in tre anni di attività. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 5:40:00 2026-07-19 06:00:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno






Passato e Presente

È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 6:00:00 2026-07-19 06:35:00 Europe/Rome Passato e Presente È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





a.C.d.C

Il confronto sul campo tra il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo d'Asburgo e il re di Boemia Ottocaro II, plasma la storia dell'Europa e d - ella dinastia degli Asburgo. Il confronto sul campo tra il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo d'Asburgo e il re di Boemia Ottocaro II, plasma la storia dell'Europa e d - ella dinastia degli Asburgo.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 6:35:00 2026-07-19 07:35:00 Europe/Rome a.C.d.C Il confronto sul campo tra il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo d'Asburgo e il re di Boemia Ottocaro II, plasma la storia dell'Europa e d - ella dinastia degli Asburgo. Il confronto sul campo tra il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo d'Asburgo e il re di Boemia Ottocaro II, plasma la storia dell'Europa e d - ella dinastia degli Asburgo. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità

Il continente americano prende il nome dal banchiere ed esploratore Amerigo Vespucci. Questa puntata si propone di scoprire la verità su un italiano quasi sconosciuto: era un impostore o un audace navigatore che per primo riconobbe l'importanza della scoperta di Colombo? Per aiutarci a ricostruire i fatti di questa spedizione Giorgio Zanchini intervista Alessandro Vanoli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 7:35:00 2026-07-19 08:35:00 Europe/Rome 5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità Il continente americano prende il nome dal banchiere ed esploratore Amerigo Vespucci. Questa puntata si propone di scoprire la verità su un italiano quasi sconosciuto: era un impostore o un audace navigatore che per primo riconobbe l'importanza della scoperta di Colombo? Per aiutarci a ricostruire i fatti di questa spedizione Giorgio Zanchini intervista Alessandro Vanoli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 8:35:00 2026-07-19 08:55:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Scritto, letto, detto

Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica. Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 8:55:00 2026-07-19 09:10:00 Europe/Rome Scritto, letto, detto Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica. Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Passato e Presente

È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 9:10:00 2026-07-19 09:45:00 Europe/Rome Passato e Presente È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Illuminate

Cristiana Capotondi racconta Tina Lagostena Bassi, una delle pioniere della giustizia femminile in Italia. Dal Dopoguerra alla contemporaneità, l'attrice rievoca i momenti chiave de "l'avvocata delle donne" attraversando i luoghi simbolo della sua vita e delle sue battaglie: dalla difesa di Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo, alla collaborazione con la Casa delle Donne, dalla messa in onda di "Processo per stupro" alla conquista della legge contro la violenza sessuale. Cristiana Capotondi racconta Tina Lagostena Bassi, una delle pioniere della giustizia femminile in Italia. Dal Dopoguerra alla contemporaneità, l'attrice rievoca i momenti chiave de "l'avvocata delle donne" attraversando i luoghi simbolo della sua vita e delle sue battaglie: dalla difesa di Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo, alla collaborazione con la Casa delle Donne, dalla messa in onda di "Processo per stupro" alla conquista della legge contro la violenza sessuale.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 9:45:00 2026-07-19 10:30:00 Europe/Rome Illuminate Cristiana Capotondi racconta Tina Lagostena Bassi, una delle pioniere della giustizia femminile in Italia. Dal Dopoguerra alla contemporaneità, l'attrice rievoca i momenti chiave de "l'avvocata delle donne" attraversando i luoghi simbolo della sua vita e delle sue battaglie: dalla difesa di Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo, alla collaborazione con la Casa delle Donne, dalla messa in onda di "Processo per stupro" alla conquista della legge contro la violenza sessuale. Cristiana Capotondi racconta Tina Lagostena Bassi, una delle pioniere della giustizia femminile in Italia. Dal Dopoguerra alla contemporaneità, l'attrice rievoca i momenti chiave de "l'avvocata delle donne" attraversando i luoghi simbolo della sua vita e delle sue battaglie: dalla difesa di Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo, alla collaborazione con la Casa delle Donne, dalla messa in onda di "Processo per stupro" alla conquista della legge contro la violenza sessuale. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Arrigo Levi. Il racconto del mondo

In occasione dei cento anni dalla nascita di Arrigo Levi, RaiStoria racconta l'opera televisiva del giornalista che ha attraversato la seconda metà del Novecento sapendone raccontare le complesse vicende, nostrane e internazionali, con uno stile unico e inconfondibile. In occasione dei cento anni dalla nascita di Arrigo Levi, RaiStoria racconta l'opera televisiva del giornalista che ha attraversato la seconda metà del Novecento sapendone raccontare le complesse vicende, nostrane e internazionali, con uno stile unico e inconfondibile.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 10:30:00 2026-07-19 11:25:00 Europe/Rome Arrigo Levi. Il racconto del mondo In occasione dei cento anni dalla nascita di Arrigo Levi, RaiStoria racconta l'opera televisiva del giornalista che ha attraversato la seconda metà del Novecento sapendone raccontare le complesse vicende, nostrane e internazionali, con uno stile unico e inconfondibile. In occasione dei cento anni dalla nascita di Arrigo Levi, RaiStoria racconta l'opera televisiva del giornalista che ha attraversato la seconda metà del Novecento sapendone raccontare le complesse vicende, nostrane e internazionali, con uno stile unico e inconfondibile. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Come Eravamo - Giovani

Come eravamo giovani p.5.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 11:25:00 2026-07-19 11:40:00 Europe/Rome Come Eravamo - Giovani Come eravamo giovani p.5. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 11:40:00 2026-07-19 12:05:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno






La straordinaria storia dell'Italia

L'età della Repubblica e della conquista, il periodo di massimo splendore di Roma, che muta la geografia politica del Mediterraneo.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 12:05:00 2026-07-19 13:00:00 Europe/Rome La straordinaria storia dell'Italia L'età della Repubblica e della conquista, il periodo di massimo splendore di Roma, che muta la geografia politica del Mediterraneo. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Filo d'erba - Chiamata urgente

"Filo d'erba", film d'inchiesta del 1958 presentato al Premio Italia, rappresenta un'indagine di costume nel mondo dell'artigianato e della piccolissima industria milanese. "Chiamata urgente", documentario del 1961, in cui lo stesso regista Gianni Bongioanni racconta il salvataggio di una giovane donna romana avvenuto a Torino grazie al tempestivo intervento della Volante benefica e degli operatori dell'associazione san Vincenzo de Paolis.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 13:00:00 2026-07-19 13:50:00 Europe/Rome Filo d'erba - Chiamata urgente "Filo d'erba", film d'inchiesta del 1958 presentato al Premio Italia, rappresenta un'indagine di costume nel mondo dell'artigianato e della piccolissima industria milanese. "Chiamata urgente", documentario del 1961, in cui lo stesso regista Gianni Bongioanni racconta il salvataggio di una giovane donna romana avvenuto a Torino grazie al tempestivo intervento della Volante benefica e degli operatori dell'associazione san Vincenzo de Paolis. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Le serie di RaiCultura.it

Nel 1846 Don Giovanni Bosco riesce a stabilizzare il suo oratorio a Valdocco, vicino Torino, iniziando un percorso che lo porterà a dedicare la sua vita ai ragazzi più poveri e più bisognosi, diventando, secondo le parole di papa Giovanni Paolo II, "padre e maestro della gioventù". La storica Maria Chiara Giorda, docente di storia delle religioni, ci guida all'approfondimento della rivoluzione sociale e cattolica operata da Don Giovanni Bosco nella seconda metà dell'Ottocento. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. A supporto, dalle Teche Rai, un racconto della vita del prete piemontese, diventato santo nel 1934. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. Nel 1874 l'opera di Don Bosco è finalmente consacrata e riconosciuta dalla Santa Sede e dalla società civile, con l'approvazione definitiva della Società Salesiana. Nel 1846 Don Giovanni Bosco riesce a stabilizzare il suo oratorio a Valdocco, vicino Torino, iniziando un percorso che lo porterà a dedicare la sua vita ai ragazzi più poveri e più bisognosi, diventando, secondo le parole di papa Giovanni Paolo II, "padre e maestro della gioventù". La storica Maria Chiara Giorda, docente di storia delle religioni, ci guida all'approfondimento della rivoluzione sociale e cattolica operata da Don Giovanni Bosco nella seconda metà dell'Ottocento. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. A supporto, dalle Teche Rai, un racconto della vita del prete piemontese, diventato santo nel 1934. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. Nel 1874 l'opera di Don Bosco è finalmente consacrata e riconosciuta dalla Santa Sede e dalla società civile, con l'approvazione definitiva della Società Salesiana.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 13:50:00 2026-07-19 14:00:00 Europe/Rome Le serie di RaiCultura.it Nel 1846 Don Giovanni Bosco riesce a stabilizzare il suo oratorio a Valdocco, vicino Torino, iniziando un percorso che lo porterà a dedicare la sua vita ai ragazzi più poveri e più bisognosi, diventando, secondo le parole di papa Giovanni Paolo II, "padre e maestro della gioventù". La storica Maria Chiara Giorda, docente di storia delle religioni, ci guida all'approfondimento della rivoluzione sociale e cattolica operata da Don Giovanni Bosco nella seconda metà dell'Ottocento. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. A supporto, dalle Teche Rai, un racconto della vita del prete piemontese, diventato santo nel 1934. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. Nel 1874 l'opera di Don Bosco è finalmente consacrata e riconosciuta dalla Santa Sede e dalla società civile, con l'approvazione definitiva della Società Salesiana. Nel 1846 Don Giovanni Bosco riesce a stabilizzare il suo oratorio a Valdocco, vicino Torino, iniziando un percorso che lo porterà a dedicare la sua vita ai ragazzi più poveri e più bisognosi, diventando, secondo le parole di papa Giovanni Paolo II, "padre e maestro della gioventù". La storica Maria Chiara Giorda, docente di storia delle religioni, ci guida all'approfondimento della rivoluzione sociale e cattolica operata da Don Giovanni Bosco nella seconda metà dell'Ottocento. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. A supporto, dalle Teche Rai, un racconto della vita del prete piemontese, diventato santo nel 1934. Un uomo e un sacerdote lungimirante, capace di giocare un ruolo determinante anche nel processo di unificazione nazionale, con un'azione di mediazione tra il pontefice Pio IX e il nascente Regno d'Italia. Nel 1874 l'opera di Don Bosco è finalmente consacrata e riconosciuta dalla Santa Sede e dalla società civile, con l'approvazione definitiva della Società Salesiana. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 14:00:00 2026-07-19 14:20:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Passato e Presente

È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 14:20:00 2026-07-19 15:00:00 Europe/Rome Passato e Presente È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





I delfini

Sullo sfondo di una città di provincia dei primi anni '60, Anselmo e i suoi amici, da perfetti figli di papà, ricchi e annoiati, conducono una vita senza senso e valori. Sullo sfondo di una città di provincia dei primi anni '60, Anselmo e i suoi amici, da perfetti figli di papà, ricchi e annoiati, conducono una vita senza senso e valori. Francesco Maselli Claudia Cardinale Gérard Blain Anna Maria Ferrero Sergio Fantoni Tomas Milian Betsy Blair.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 15:00:00 2026-07-19 16:40:00 Europe/Rome I delfini Sullo sfondo di una città di provincia dei primi anni '60, Anselmo e i suoi amici, da perfetti figli di papà, ricchi e annoiati, conducono una vita senza senso e valori. Sullo sfondo di una città di provincia dei primi anni '60, Anselmo e i suoi amici, da perfetti figli di papà, ricchi e annoiati, conducono una vita senza senso e valori. Francesco Maselli Claudia Cardinale Gérard Blain Anna Maria Ferrero Sergio Fantoni Tomas Milian Betsy Blair. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





'14-'18 Grande Guerra 100 anni dopo

In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra. In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 16:40:00 2026-07-19 17:05:00 Europe/Rome '14-'18 Grande Guerra 100 anni dopo In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra. In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Odissea

L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava Bekim Fehmiu Irene Papas Renaud Verley Roy Purcell.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 17:05:00 2026-07-19 18:00:00 Europe/Rome Odissea L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava Bekim Fehmiu Irene Papas Renaud Verley Roy Purcell. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Italia chiamò

Il giornalista Piero Badaloni in questa serie del 1992 racconta le gesta di grandi personaggi che hanno contribuito, lottato e sofferto per costruire l'Italia unita.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 18:00:00 2026-07-19 18:25:00 Europe/Rome Italia chiamò Il giornalista Piero Badaloni in questa serie del 1992 racconta le gesta di grandi personaggi che hanno contribuito, lottato e sofferto per costruire l'Italia unita. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





RaiNews

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Un caso di coscienza (1973)

Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie. Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 18:30:00 2026-07-19 19:15:00 Europe/Rome Un caso di coscienza (1973) Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie. Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Ritorno al presente

Questa volta la nostra 1500, l'auto simbolo di Ritorno al Presente, ci porta a Rocchetta Sant'Antonio: un piccolo paese nell'entroterra foggiano, dove, un gruppo di autori Rai, realizzò 20 puntate della serie 'Storie di vita. Un paese e i suoi migranti'. Era il 1977, e da Rocchetta molte persone partivano per andar verso il nord Italia alla ricerca di un lavoro in fabbrica, o per varcare il confine e arrivare fino in Germania. Le grandi migrazioni erano iniziate nel dopoguerra, e da Rocchetta Sant'Antonio era andata via quasi la metà della popolazione. Di 7000 abitanti ne erano rimasti circa 2000. La Rai, in quel lontano 77, ha raccontato la vita di quel piccolo paese, il lavoro nei campi di grano, le feste religiose, i volti, i matrimoni e funerali, le infinite discussioni al bar, le partenze dei migranti. A distanza di 34 anni siamo tornati alla "Rocca" per raccontarvi cos'è accaduto nel frattempo.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 19:15:00 2026-07-19 19:50:00 Europe/Rome Ritorno al presente Questa volta la nostra 1500, l'auto simbolo di Ritorno al Presente, ci porta a Rocchetta Sant'Antonio: un piccolo paese nell'entroterra foggiano, dove, un gruppo di autori Rai, realizzò 20 puntate della serie 'Storie di vita. Un paese e i suoi migranti'. Era il 1977, e da Rocchetta molte persone partivano per andar verso il nord Italia alla ricerca di un lavoro in fabbrica, o per varcare il confine e arrivare fino in Germania. Le grandi migrazioni erano iniziate nel dopoguerra, e da Rocchetta Sant'Antonio era andata via quasi la metà della popolazione. Di 7000 abitanti ne erano rimasti circa 2000. La Rai, in quel lontano 77, ha raccontato la vita di quel piccolo paese, il lavoro nei campi di grano, le feste religiose, i volti, i matrimoni e funerali, le infinite discussioni al bar, le partenze dei migranti. A distanza di 34 anni siamo tornati alla "Rocca" per raccontarvi cos'è accaduto nel frattempo. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Gli imperdibili

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Siti italiani del Patrimonio Mondiale UNESCO

Il sito del Patrimonio mondiale comprende una serie di strutture religiose e civili di Palermo, e le cattedrali di Cefalù e di Monreale, risalenti al Regno dei Normanni in Sicilia (1130-1194). Il Regno dei Normanni nella Sicilia del XII secolo fu caratterizzato da una eccezionale convergenza tra le culture che coesistevano nell'isola, ossia la cultura occidentale, quella islamica e quella bizantina, che dette origine nell'arte e nell'architettura a nuovi concetti di spazio e decorazione. Questo scambio tra culture generò una combinazione unica di elementi derivanti dalle diverse tecniche, una nuova straordinaria sintassi stilistica che fuse elementi bizantini, musulmani e romani e che contribuì allo sviluppo della cultura in tutta l'area mediterranea. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello. Il sito del Patrimonio mondiale comprende una serie di strutture religiose e civili di Palermo, e le cattedrali di Cefalù e di Monreale, risalenti al Regno dei Normanni in Sicilia (1130-1194). Il Regno dei Normanni nella Sicilia del XII secolo fu caratterizzato da una eccezionale convergenza tra le culture che coesistevano nell'isola, ossia la cultura occidentale, quella islamica e quella bizantina, che dette origine nell'arte e nell'architettura a nuovi concetti di spazio e decorazione. Questo scambio tra culture generò una combinazione unica di elementi derivanti dalle diverse tecniche, una nuova straordinaria sintassi stilistica che fuse elementi bizantini, musulmani e romani e che contribuì allo sviluppo della cultura in tutta l'area mediterranea. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 19:55:00 2026-07-19 20:00:00 Europe/Rome Siti italiani del Patrimonio Mondiale UNESCO Il sito del Patrimonio mondiale comprende una serie di strutture religiose e civili di Palermo, e le cattedrali di Cefalù e di Monreale, risalenti al Regno dei Normanni in Sicilia (1130-1194). Il Regno dei Normanni nella Sicilia del XII secolo fu caratterizzato da una eccezionale convergenza tra le culture che coesistevano nell'isola, ossia la cultura occidentale, quella islamica e quella bizantina, che dette origine nell'arte e nell'architettura a nuovi concetti di spazio e decorazione. Questo scambio tra culture generò una combinazione unica di elementi derivanti dalle diverse tecniche, una nuova straordinaria sintassi stilistica che fuse elementi bizantini, musulmani e romani e che contribuì allo sviluppo della cultura in tutta l'area mediterranea. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello. Il sito del Patrimonio mondiale comprende una serie di strutture religiose e civili di Palermo, e le cattedrali di Cefalù e di Monreale, risalenti al Regno dei Normanni in Sicilia (1130-1194). Il Regno dei Normanni nella Sicilia del XII secolo fu caratterizzato da una eccezionale convergenza tra le culture che coesistevano nell'isola, ossia la cultura occidentale, quella islamica e quella bizantina, che dette origine nell'arte e nell'architettura a nuovi concetti di spazio e decorazione. Questo scambio tra culture generò una combinazione unica di elementi derivanti dalle diverse tecniche, una nuova straordinaria sintassi stilistica che fuse elementi bizantini, musulmani e romani e che contribuì allo sviluppo della cultura in tutta l'area mediterranea. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 18 luglio 2026.
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Scritto, letto, detto

Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica. Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 20:20:00 2026-07-19 20:30:00 Europe/Rome Scritto, letto, detto Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica. Il giornalista Roberto Riccardi ricostruisce la figura di Salvatore Ottolenghi, l'uomo che ha cambiato per sempre il volto delle indagini, da pratica empirica a disciplina scientifica. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Passato e Presente

Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 20:30:00 2026-07-19 21:10:00 Europe/Rome Passato e Presente Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





La supertestimone

Una zitella fa condannare un protettore per l'omicidio di una prostituta. Ma si è sbagliata, ritratta e decide di espiare l'errore accudendo l'uomo. Scritto da Guerra e Maccari. Una zitella fa condannare un protettore per l'omicidio di una prostituta. Ma si è sbagliata, ritratta e decide di espiare l'errore accudendo l'uomo. Scritto da Guerra e Maccari. Franco Giraldi Monica Vitti Ugo Tognazzi.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 21:10:00 2026-07-19 23:00:00 Europe/Rome La supertestimone Una zitella fa condannare un protettore per l'omicidio di una prostituta. Ma si è sbagliata, ritratta e decide di espiare l'errore accudendo l'uomo. Scritto da Guerra e Maccari. Una zitella fa condannare un protettore per l'omicidio di una prostituta. Ma si è sbagliata, ritratta e decide di espiare l'errore accudendo l'uomo. Scritto da Guerra e Maccari. Franco Giraldi Monica Vitti Ugo Tognazzi. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Così mangiavamo

Le trasformazioni sociali occorse durante cinquant'anni di storia d'Italia, dal secondo dopoguerra in poi, analizzate a partire dall'evoluzione delle abitudini alimentari e culinarie e di tutto ciò che ha a che fare con il cibo, dalle materie prime agli elettrodomestici usati, dalle esigenze primarie ai fattori dettati dalle mode. Le trasformazioni sociali occorse durante cinquant'anni di storia d'Italia, dal secondo dopoguerra in poi, analizzate a partire dall'evoluzione delle abitudini alimentari e culinarie e di tutto ciò che ha a che fare con il cibo, dalle materie prime agli elettrodomestici usati, dalle esigenze primarie ai fattori dettati dalle mode. Stefania Aphel Barzini, Alessandra Acciai.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 23:00:00 2026-07-19 00:15:00 Europe/Rome Così mangiavamo Le trasformazioni sociali occorse durante cinquant'anni di storia d'Italia, dal secondo dopoguerra in poi, analizzate a partire dall'evoluzione delle abitudini alimentari e culinarie e di tutto ciò che ha a che fare con il cibo, dalle materie prime agli elettrodomestici usati, dalle esigenze primarie ai fattori dettati dalle mode. Le trasformazioni sociali occorse durante cinquant'anni di storia d'Italia, dal secondo dopoguerra in poi, analizzate a partire dall'evoluzione delle abitudini alimentari e culinarie e di tutto ciò che ha a che fare con il cibo, dalle materie prime agli elettrodomestici usati, dalle esigenze primarie ai fattori dettati dalle mode. Stefania Aphel Barzini, Alessandra Acciai. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





RaiNews

Aggiungi al Calendario 2026-07-19 0:15:00 2026-07-19 00:20:00 Europe/Rome RaiNews RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno






Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 19 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 0:20:00 2026-07-19 00:40:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 19 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Passato e Presente

Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 0:40:00 2026-07-19 01:20:00 Europe/Rome Passato e Presente Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Una giornata particolare

19 luglio: un altro anniversario per ricordare il fatidico giorno del primo bombardamento su Roma, con gli storici Gentiloni, Sileri e Portelli e alcuni testimoni. 19 luglio: un altro anniversario per ricordare il fatidico giorno del primo bombardamento su Roma, con gli storici Gentiloni, Sileri e Portelli e alcuni testimoni.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 1:20:00 2026-07-19 02:10:00 Europe/Rome Una giornata particolare 19 luglio: un altro anniversario per ricordare il fatidico giorno del primo bombardamento su Roma, con gli storici Gentiloni, Sileri e Portelli e alcuni testimoni. 19 luglio: un altro anniversario per ricordare il fatidico giorno del primo bombardamento su Roma, con gli storici Gentiloni, Sileri e Portelli e alcuni testimoni. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Odissea

L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava Bekim Fehmiu Irene Papas Renaud Verley Roy Purcell.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 2:10:00 2026-07-19 03:05:00 Europe/Rome Odissea L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. L'aedo Demodoco giunge al banchetto del re Alcinoo per raccontare dello sterminio dei troiani tramite lo stratagemma del cavallo di legno. Ulisse riprende poi la narrazione delle sue peripezie, fino all'arrivo all'isola dei Ciclopi. Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava Bekim Fehmiu Irene Papas Renaud Verley Roy Purcell. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Un caso di coscienza (1973)

Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie. Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 3:05:00 2026-07-19 03:50:00 Europe/Rome Un caso di coscienza (1973) Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie. Lise London Ricol, moglie dell'ex viceministro degli Esteri cecoslovacco Artur London, parla dell'arresto del marito in epoca staliniana per sospetta infedeltà coniugale. Nilde Iotti, vice presidente della Camera dei deputati, parla invece della sua vita accanto a Palmiro Togliatti, che per lei lasciò la moglie. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





'14-'18 Grande Guerra 100 anni dopo

In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra. In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 3:50:00 2026-07-19 04:20:00 Europe/Rome '14-'18 Grande Guerra 100 anni dopo In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra. In questa puntata: la Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro, istituita nel 1916 dal governo italiano per far fronte all'emergenza sanitaria destata dalla Grande Guerra. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





W la Storia

I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici. I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 4:20:00 2026-07-19 04:45:00 Europe/Rome W la Storia I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici. I ragazzi di tre scuole di Torino, Roma e Napoli, insieme a storici, antropologi ed esperti, ripercorrono alcuni importanti temi storici. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Argo

Nella Roma dei Cesari e dei Papi.. - Di Alessandra Bisegna Sara Chiaretti, Davide Savelli, Clemente Volpini Con Valerio Massimo Manfredi Regia di Claudia Mencarelli Produttore Roberta Pulino.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 4:45:00 2026-07-19 04:50:00 Europe/Rome Argo Nella Roma dei Cesari e dei Papi.. - Di Alessandra Bisegna Sara Chiaretti, Davide Savelli, Clemente Volpini Con Valerio Massimo Manfredi Regia di Claudia Mencarelli Produttore Roberta Pulino. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Filo d'erba - Chiamata urgente

"Filo d'erba", film d'inchiesta del 1958 presentato al Premio Italia, rappresenta un'indagine di costume nel mondo dell'artigianato e della piccolissima industria milanese. "Chiamata urgente", documentario del 1961, in cui lo stesso regista Gianni Bongioanni racconta il salvataggio di una giovane donna romana avvenuto a Torino grazie al tempestivo intervento della Volante benefica e degli operatori dell'associazione san Vincenzo de Paolis.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 4:50:00 2026-07-19 05:40:00 Europe/Rome Filo d'erba - Chiamata urgente "Filo d'erba", film d'inchiesta del 1958 presentato al Premio Italia, rappresenta un'indagine di costume nel mondo dell'artigianato e della piccolissima industria milanese. "Chiamata urgente", documentario del 1961, in cui lo stesso regista Gianni Bongioanni racconta il salvataggio di una giovane donna romana avvenuto a Torino grazie al tempestivo intervento della Volante benefica e degli operatori dell'associazione san Vincenzo de Paolis. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno





Il giorno e la storia

Persone, eventi e ricorrenze del 19 luglio 2026.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 5:40:00 2026-07-19 06:00:00 Europe/Rome Il giorno e la storia Persone, eventi e ricorrenze del 19 luglio 2026. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno






Passato e Presente

Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Davide Frasnelli.
Aggiungi al Calendario 2026-07-19 6:00:00 2026-07-19 06:40:00 Europe/Rome Passato e Presente Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate.  Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore.  Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci. Davide Frasnelli. RaiStoria - Guidatv.uno Guidatv.uno